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1. september 2026

CinemaEye: dialogo a distanza tra maestri del passato e interrogativi del presente

CinemaEye è una sezione del programma dedicata a opere cinematografiche ibride che esplorano gli archivi cinematografici, scrivono la storia attraverso il cinema e riflettono su cosa possa essere oggi l'immagine cinematografica.

Quest'anno  conosceremo tre importanti figure le cui opere hanno intrecciato l’arte filmica con l’etnologia e l’antropologia visuale – Milka Badjura, Luigi Di Gianni e Fernand Deligny. Con il suo lavoro »antipsichiatrico«, Deligny ha influenzato il film I 400 colpi di François Truffaut e – parallelamente a Basaglia – ha contribuito in modo significativo allo sviluppo della sensibilità sociale attorno al disagio psichico. 

CinemaEye prenderà il via mercoledì 30 settembre alle 10.30 negli spazi dell'EPICenter con il film di Ce gamin-là (1976), per poi proseguire alle 16.00 con Le moindre geste (1971) – due opere chiave di Fernand Deligny, pedagogo critico, scrittore e regista che ha dedicato la sua vita al lavoro con giovani socialmente esclusi. Alle 18.00 seguirà un dibattito con Rajko Muršič, Carmelo Marabello e Nil Baskar su come il cinema possa diventare uno strumento per una diversa comprensione dell'essere umano, della società e delle istituzioni. 

Apriremo una connessione con il presente e con il destino dei luoghi un tempo destinati all'istituzionalizzazione, che oggi cercano nuove forme di apertura, nel dibattito Oltre i muri alle 12.30 presenteremo la visione di trasformazione del Parco Basaglia di Gorizia e del Museo della Follia al Castello di Cmurek. 


La seconda parte di CinemaEye si terrà giovedì 1 ottobre alle 16.00 al Palazzo del Cinema / Hiša filma. I curatori Mila Lazić e Žiga Brdnik metteranno in dialogo Milka Badjura e Luigi Di Gianni, un’autrice slovena e un autore italiano chehanno documentato con la macchina da presa mondi, persone e luoghi ai margini dei grandi racconti storici.

Il programma è realizzato in collaborazione con l'Archivio Cinematografico Sloveno, la Cineteca Slovena, il Centro Cinematografico Sloveno e la Cineteca Lucana.


Mercoledì 30. 9. | EPICenter, Nova Gorica
Festival cinematografico transfrontaliero Omaggio a una visione, 2° giorno

10.30
Proiezione film: Ce gamin-là (sub eng)
Renaud Victor, Fernand Deligny, Francia, 1976, 88'
Introduzione: Nil Baskar

12.30
Oltre i muri: luoghi di memoria e nuovi orizzonti
Dibattito sul Castello di Cmurek e sul Parco Basaglia – ex luoghi di istituzionalizzazione psichiatrica che oggi cercano nuove forme di apertura, comunità e creatività.
a seguire
Proiezione film: The Blue Horse of Desire
Jakob Vogrinec, Ciril Zupan, Staša Prah, 2026, 22’

15.00
Proiezione film: Dio al sassofono, il diavolo il violino (sub eng)
Alexandra Gulea, Romania, 2004, 43'
Incontro con l'autrice Alexandra Gulea

16.00
Proiezione film: Le moindre geste (sub eng)
Jean-Pierre Daniel, Fernand Deligny, Josée Manenti, Francia, 1971, 105'
Introduzione: Nil Baskar

18.00
Conversazione su Deligny
Come guardare diversamente? Sul cinema, la pedagogia, le istituzioni e la radicale ridefinizione dello sguardo in Deligny ne discutono Rajko Muršič e Carmelo Marabello.
Modera Nil Baskar.

 

Giovedì 1. 10. | Kinemax Gorizia
Festival cinematografico transfrontaliero Omaggio a una visione, 3° giorno

16.00 
Cinemaeye: Milka Badjura vs. Luigi Di Gianni (sub eng)
Un programma che mette in relazione due autori, due eredità cinematografiche e due modi di registrare il mondo. Con l'introduzione dei curatori Mila Lazić e Žiga Brdnik. 
Milka Badjura: Pomlad v Beli Krajini / Primavera nella Bela krajina (1952), Kroparski kovači / I fabbri di Kropa (1953), Brda (1960), Koledniki / I cantori della stella (1967)
Luigi Di Gianni:
Magia lucana (1958) 19’, Pericolo a Valsinni (1959) 13’, Donne di Bagnara (1959) 10’, Grazia e numeri (1962) 15’, Tempo di raccolta (1967) 13’

Attraverso i film di Milka Badjura e Luigi Di Gianni si aprono interrogativi sulla memoria cinematografica, sulla documentazione e sul rapporto tra immagine e storia. Cosa rimane in un film quando il tempo svanisce? E in che modo l'archivio può diventare lo spazio per uno sguardo nuovo?