Dalla letteratura, non come adattamento
Letteratura e cinema non si incontrano necessariamente attraverso la semplice trasposizione di un libro in immagini. A volte un’opera letteraria è soltanto un punto di partenza: una storia, un motivo o un’idea che il cinema raccoglie e sviluppa seguendo una propria direzione. Al festival Poklonu viziji / Omaggio a una visione di quest’anno saranno presentati due esempi molto diversi di questo tipo di incontro.
Venerdì 2 ottobre alle 15.00 presso il Palazzo del Cinema, sarà proiettato Moromeții 3 del regista rumeno Stere Gulea. Terzo film della serie ispirata ai romanzi di Marin Preda, questa volta non è un adattamento diretto di un’opera letteraria. Gulea ha costruito la sceneggiatura a partire da documenti, articoli di giornale, diari personali e testimonianze di persone che hanno vissuto nella Romania degli anni Cinquanta. Al centro della storia c’è Niculae Moromete, il figlio più giovane della famiglia e un giovane scrittore che, nel clima del terrore politico, si trova sospeso tra il desiderio di scrivere e la necessità di sopravvivere. Il film prosegue così la saga familiare, avvicinandosi al contempo a quel momento storico da cui ha preso forma il suo antecedente letterario. Al film ha collaborato come montatrice Alexandra Gulea, vincitrice del Premio Darko Bratina di quest’anno, che sarà inoltre presente al festival.
Sabato 3 ottobre alle 19.30 presso il Palazzo del Cinema, sarà la volta di A Providência e a Guitarra del regista portoghese João Nicolau, che sarà presente al festival. Il film trae ispirazione dal racconto breve Providence and the Guitar di Robert Louis Stevenson e segue i due artisti girovaghi Léon ed Elvira, che attraversano il Portogallo alla ricerca di un pubblico, di un luogo dove trascorrere la notte e, soprattutto, di un modo per continuare a vivere l’arte come scelta di vita. Nicolau trasporta il racconto di Stevenson in un universo cinematografico giocoso, musicale e dai tratti fiabeschi, in cui passato e presente si intrecciano e la realtà si mescola all’immaginazione.
Due film, due tracce letterarie e due percorsi profondamente diversi dalla parola scritta all’immagine cinematografica. Il primo ricompone una famiglia letteraria a partire da documenti e memoria storica; il secondo prende spunto da un breve racconto di Stevenson per costruire una narrazione giocosa sull’arte, la sopravvivenza e la libertà di creare.