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Il festival

Il nostro principio guida rimane invariato: promuovere e sviluppare un panorama cinematografico transfrontaliero aperto, stimolante e innovativo, dove registi e spettatori si incontrano in un dialogo diretto, in collaborazione con un'ampia gamma di partner sloveni e italiani. Invitiamo visionari, pensatori critici e artisti creativi che non hanno paura di sperimentare e che vedono nel mezzo cinematografico un grande strumento per esplorare e comprendere la società.

​La programmazione dell'edizione di quest'anno segue una direzione ben precisa: arricchire e ampliare in modo significativo il festival cinematografico transfrontaliero Omaggio a una visione. Allo stesso tempo, vorremmo che il festival si radicasse ancora di più nel Goriziano e diventasse un evento plurigiornaliero sul confine. Il ricco programma, che si svolgerà in diverse location sia a Gorizia e Nova Gorica che in numerose tappe a Lubiana, Trieste, Isola, Udine, San Pietro al Natisone e, per la prima volta quest'anno, anche a Maribor, comprende opere sia di autori affermati, maestri del linguaggio cinematografico, sia di numerosi giovani cineasti che cercano costantemente nuove forme di narrazione e problematizzazione di temi attuali della società contemporanea e che esplorano con coraggio i propri mondi intimi.

​Vincitore del Premio Darko Bratina 2023, l'ospite principale del festival, il regista, sceneggiatore e produttore bulgaro Stephan Komandarev, individua i punti nevralgici della società contemporanea, e non solo bulgara, con la sua opera unica, che può essere interpretata anche come una cronaca delle condizioni socio-politiche della classe operaia nella transizione dal socialismo al turbocapitalismo. Ama porre domande e offrire uno specchio, i suoi film ci invitano a interrogarci sul significato dell'ideologia e della religione, sui confini nazionali ed etnici, sugli squilibri sociali e sulla corruzione politica. Insieme al giornalista e scrittore Dimiter Kenarov e al suo intervento intitolato Nuovo Ordine, Vecchi Confini, ci offriranno un'occasione unica per osservare da vicino la cultura e la società bulgara, che fa anche parte dell'Europa contemporanea.

In collaborazione con l'Associazione dei direttori della fotografia armeni e con il mago del cinema armeno e amico, il regista Harutyun Khachatryan, vincitore del Premio Darko Bratina nel 2009, celebreremo il centenario del cinema armeno con una selezione di cortometraggi e lungometraggi. Verrà riproposto il film Confine del 2009, ambientato nell'era post-sovietica al confine tra Armenia e Azerbaigian, diventato oggi ancora più attuale e, purtroppo, senza tempo con l'esodo di massa degli armeni e l'abbandono di Nagorno-Karabakh. La mini-retrospettiva delle opere di Khachatrian sarà completata da Fuga infinita, eterno ritorno e dalla prima del suo ultimo film Tre tombe dell'artista che, attraverso un linguaggio cinematografico forbito, ci offriranno ulteriori spunti di riflessione sui valori della coesistenza multiculturale, sulla lotta infinita dell'uomo per la felicità, sulla voglia di libertà e sul desiderio di creare comunità.

Spinti dall'impulso propulsivo della Capitale Europea della Cultura GO!2025 e dal desiderio di portare nella nostra regione registi giovani, visionari e innovativi, quest'anno per la prima volta ospiteremo il regista italiano Giacomo Abbruzzese e il suo lungometraggio d'esordio Disco Boy, per il quale ha ricevuto diversi premi internazionali. Il film si distingue per l'originalità delle immagini e per la narrazione emotiva sulla ricerca della propria identità in un'epoca moderna brutale, segnata da conflitti, guerre ed ecoterrorismo.

Quest'anno la sezione del programma che ospita il formato del cortometraggio, riunirà oltre 50 opere provenienti da tutto il mondo, tra cui 12 film di produzione internazionale che concorreranno per il premio Primi Voli. Un'attenzione particolare è rivolta ai registi locali, agli studenti dell'Accademia delle Arti dell'Università di Nova Gorica e del DAMS Cinema dell'Università di Udine. Quest'anno si aggiungono anche registi più giovani, presenteremo infatti le opere degli studenti del liceo Gimnazija di Nova Gorica e ospiteremo gli amici del liceo artistico CSH di Villaco. La nuova edizione della piattaforma per lo sviluppo di nuovi linguaggi cinematografici offre cortometraggi ancora più innovativi ed eclettici in una vasta gamma di generi nei filoni del programma Cinema Eclettico: Vita o Morte, presentato nella galleria Tir di Mostovna, e Sotto la finestra del doganiere, collocati direttamente sul confine, nell'ex ufficio doganale.

Quest'anno ci siamo congedati da uno dei più grandi pionieri del cinema documentario sloveno di impegno sociale, Mako Sajko. A ottobre ricorre il centenario della nascita di Vittorio De Seta, il regista italiano che ha affiancato il documentario alla fiction e ha offerto la chiave per sbloccare la forma del documentario come rappresentazione della realtà raccontata attraverso la poesia. Con il programma di cortometraggi e la conferenza Omaggio a Sajko & De Seta, mettiamo in dialogo le opere di due cineasti di culto, innovatori, artisti del cinema non convenzionale, le cui opere hanno precorso i tempi e sollevato temi ancora attuali.

Per la prima volta dalla fondazione del Premio Darko Bratina, Aleš Doktorič, amico e presidente di lunga data del Kinoatelje, che con la sua ampiezza intellettuale ci ha aperto le porte di mondi meno conosciuti, la complessa premessa dell'identità transfrontaliera, non sarà presente in sala con noi. Ci ha insegnato a guardare al futuro, decifrando il passato con rispetto e spirito critico. Che questo atteggiamento di apertura rimanga un principio guida per le giovani generazioni, e vorrei concludere questo editoriale con le sue parole:

"Ogni comunità, soprattutto se minoritaria, ama le proprie tradizioni, ma la proiezione verso il futuro è un frutto maturo che va seguito e coltivato man mano che cresce. Il lavoro per il futuro è proprio la creazione del nuovo, la trasformazione e il superamento della tradizione esistente, che è la testimonianza e il patrimonio del passato e la ricchezza di ogni comunità. Chi non assicura il futuro vive e lavora invano. Perciò archivi, biblioteche e musei non sono stati creati per il passato, bensì per il futuro. Solo il futuro può sostenere una comunità, così anche la nostra comunità di sloveni in Italia. I nostri antenati hanno investito nella loro modernità e hanno così creato un patrimonio. Come loro, anche noi investiamo nel presente, in un nuovo patrimonio per il futuro."