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25. november 2026

Il viaggio continua: White Lies proiettato all'Accademia di Lubiana

Quante cose possiamo scoprire su noi stessi quando iniziamo a esplorare le storie che ci sono state taciute? La regista italiana Alba Zari nel film documentario White Lies (Italia, 2025, 98') si imbarca in un'esplorazione intima del passato familiare, segnato dall'essere cresciuta nella controversa comunità religiosa Children of God.

Attraverso l'archivio di famiglia, le fotografie e le conversazioni con la madre e la nonna, svela la storia di tre generazioni di donne, delle loro scelte, dei silenzi e delle ferite che si tramandano da una generazione all'altra. Il film, che ha debuttato in anteprima slovena al festival Kino Otok – Isola Cinema, e che il 4 ottobre ha chiuso l'edizione di quest'anno del festival cinematografico transfrontaliero Omaggio a una visione, arriva anche a Lubiana.

Mercoledì 25 novembre 2026 alle ore 18:00 White Lies sarà proiettato nell'ambito del programma KINOFILM nella sala cinema dell'Accademia AGRFT. La proiezione è organizzata da Kinoatelje e dall'Accademia di teatro, radio, film e televisione dell'Università di Lubiana (AGRFT). All'incontro parteciperà anche la produttrice del film Manuela Bono. Nel film Alba Zari supera i confini del classico documentario personale: esplorando l'archivio di famiglia e le immagini, riflette sul labile confine tra memoria e verità, e su come le storie ereditate plasmino la nostra identità.

Dichiarazione della regista:

White Lies nasce dalla necessità di raccontare la mia storia familiare: un’indagine intima sulle scelte, sui silenzi e sulle omissioni che hanno segnato tre generazioni di donne – mia nonna, mia madre e me.

Il film aspira a essere uno spazio di riconoscimento e riflessione per chi ha vissuto esperienze di abuso, coercizione o traumi legati a relazioni familiari complesse. Il racconto diventa uno strumento di liberazione, un invito a usare la narrazione per spezzare la catena del trauma e costruire nuovi modi di affrontare e comprendere il passato.

Al tempo stesso, mi interessava esplorare il rapporto tra immagini e memoria. L’album di famiglia non è sempre una prova della verità: spesso nasconde, trasforma o persino crea una nuova realtà. Il film intreccia così materiali d’archivio, fotografia e tecniche visive contemporanee, esplorando il modo in cui si formano i nostri ricordi e come costruiamo la nostra identità.