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Il cavallo di Torino (Ai Torinòi lò)

Béla Tarr, 2011, 156’

Opera ultima di Bela Tarr, ispirata all'episodio in cui Friederich Nietzsche, per le strade di Torino nei suoi ultimi giorni di lucidità, abbraccia un cavallo frustato da un cocchiere sgraziato. Il film racconta a suo modo qualcosa di quella tenerezza e di quella disgrazia. Degli umani animali che siamo. Dell'oscurità che ci sta intorno.

Il 3 gennaio 1889, a Torino, Friedrich Nietzsche esce dal portone del numero 6 di Via Carlo Alberto. Non lontano da lui, il conducente di una carrozza ha difficoltà con un cavallo ostinato. Nonostante le continue sollecitazioni, l’animale si rifiuta di muoversi; il conducente, perdendo la pazienza, comincia a frustarlo con violenza. Nietzsche si avvicina alla folla e pone fine alla scena brutale, gettando le braccia al collo del cavallo e scoppiando in lacrime. Il padrone di casa lo riaccompagna al suo appartamento: per due giorni rimane immobile e in silenzio su un divano, finché pronuncia le ultime parole di rito. Vivrà ancora dieci anni, muto e preda della follia, assistito dalla madre e dalle sorelle. Non sappiamo che cosa accadde al cavallo.